terça-feira, 13 de fevereiro de 2018

4 de Dezembro de 1649 - Contrato com Giovanni Battista


Document 3 (ASV, Archivio notarile, Atti Taddeo Federici, busta 6052, ff. 232V-233v; 4 December 1649) 

4 decembre, nella case della infrascritta Signora Anna de contra de Sant'Anzolo. 

La Signora Anna fiola del quondam Signor Pietro Renzi Romano da una, et dall'altra il Signor Giovanni Battista Balbi del Signor Anzolo Venetiano, spontaneamente sono convenuti tra di loro all'infrascritto accordo, sive compagnia, da esser per loro inviolabilmente osservado, cioe: 

Che detta Signora Anna sii obligate andar a Fiorenza a tutte sue spese per reciter un opera in musica, ad ogni beneplacito del Signor Giovanni Battista. 

Che detto Signor Giovanni Battista sii obligato [d'ereger?] e far a tutte sue spese le sene, machine, et abbiti, obligandosi che la spesa non eccedera a piu de scudi 500 di argento, et essendo maggiore, intend) esser del suo proprio. 

Che se per occasione, che Iddio non voglia, non si potesse estrazer tutto il danaro per lui speso, non s'intenda sottoposta essa Signora Anna a cosa alcuna quando la cause non dirivasse da led, et dirivando da led, sii sotto posta ad ogni danno, et interesse che detto Signor Balbi patisse per detta cause-- 

Che le scudi 500, o quel meno che havera speso come sopra siino estrati prima da ogni altra cosa doppo le spese che ogni sera si farano cosi di music), lumi, operari, et ogni altra cosa niuna eccetuata. Et per li music) che si prenderano ad un tanto per tutta l'opera, debbano eser estrati sei scudi d'argento ogni sera per ciascheduno, sino all'intiero pagamento, et similmente siino estrati, scudi sei alla sera da eser dati al SignorFrancesco Maseti[?] Musico Romano, sino all'intiero pagamento de' scudi sessanta cosi accordato per tutta ['opera a tutte sue spese. 

Et non potendosi estrazier tutto il danaro de detto Signor Francesco od'altri che si havra agiustato nella medesima forma, quello che mancasse debbi suplir la mite per uno, cioe il detto Signor Zuan Battista et detta Signora Anna. 

Che fornito il Carnevalle, macchine, sene, et abbiti debbano rester liberamente del detto Signor Giovanni Battista, senza haver da corisponder cosa alcuna alla detta Signora Anna in riguardo di haver meno a rischio il suo danaro. 

Che tutti li utili che si caverano de bollettini, scagni, donativi, palchi, et altro, debate le spese, sii divisi per giusta mite tra detta Signora Anna, et detto Signor Giovanni Battista, et havendo fermato la Signora Malgarita Bartoloti Fiorentina con il signor suo marito per venir ancor loro a reciter in Fiorenza a tutte loro spese. II qual Signor Marito habbi obligo di sonar, et esiger l'opera, et lei signora sue consorte reciter quella parse che li sera assegnata; li quali capitando in detto loco di Fiorenza, come hanno di gia dato parole l'uni alli altri come fu detto, debbano loro marito e moglie conseguir la terza parse del guadagno, doppo che sarano state estrate tutte le spese come di sopra; con li oblighi che ha la detta Signora Anna. 

Dovendo esser tenuto destinto conto dal detto Signor Giovanni Battista di tutto quello che si spendera, da esser veduto dalla detta Signora Anna, et anco dalla detta Signora Malgarita overo da chi per loro fossero et per osservatione etc. sopra etc. 

Testes: L'Illustrissimo Alvise Michiel fo dell'Illustrissimo Signor Maffio, et 

Domino Antonio[?] Antei quondam Giulio Romano quali et cetera fecero fede et cetera 

17 de junho de 1645 - Contrato de Casamento

Document 2 (ASV, Archivio notarile, AttiFrancesco Beatian, busta 661, ff. [60.sup.v-[61.sup.v]; 17 June 1645) 

Die sabbati, decima septima mensis iunii 1645, ad cancellum. 

Constituito alla presenza di me nodaro e testimonii infrascritti l' Illustrissimo Signor Alvise Michiel fo dell'Illustrissimo Signor Maffio, et ha presentato a me nodaro predetto l'infrascritto contralto di nozze tra le parti come in quello stabilito et firmato il giorno d'hoggi scritto, et sottoscritto di sue mano, et di mano propria delle part), et da testimonii come in esso sottoscritto et affirmato, si come detto Illustrissimo Signor Alvise con suo giuramento attesta, pregandomi registrarlo nelli atti miei et ridurlo in publica, et autentica forma. Etc. 

Il tenor del quale e come segue, cioe: 


1645 adi 17 zugno in Venetia Si dichiara con la presente scrittura, che dovera haver quella forza come se fatta fosse per mano di publico nodaro, come in questo giorno con il nome della Santissima Trinita si sono aggiustati accio sagra matrimonio, come comanda la Santa Madre Chiesa, la Signora Anna Rensi Romana con il Signor Ruberto Sabbatini Romano con li patti, et condition) come qui sotto. 

Primo, che detto Signor Roberto accetta per sue legitima sposa et consorte la detta Signora Anna, etpromette adesso per'all thora di sposarla subito ritornato dal Re di Polonia . . . dove e obligato, che sara a novembre prossimo in circa. 

Per dote, et in region di dote promette essa Signora Anna afar al detto Signor Ruberto sposo tutto quello che si attrova qui in Venetia, et sopra monti di pieta di Roma, che tutto pero sia investito, et resti fondo dotale. 

Che possi la detta Signora Anna recitare il presente anno ne'theatri di Venetia, et il tratto di esse recite sia investito come so p ra , ri sservando si scudi cento all ' an no di q uell) che guadagnera con le sue virtu, che servira per sue dimissoria. 

Dovera ess[er] obligato il detto Signor Ruberto mantenir detta sposa con servitu, et madre, et non volendo la madre star seco dark quell'alimento, che sara stimato conveniente da doi comuni amici , dovendo al temp o del spo salitio far poi un in stru mento publi co in megli or forma; et per osservatione delle sopradette cose promettono dette parti di non contradir in conto alcuno, ma approbar tutto come sta, et giace sotto obligatione de cadauni suoi bend present) et futuri. Et io Alvise Michiel ho fatto la presente cosi ricercato dalle parti alla presenza delli qui sottoscritti testimonii et sara sottoscritta dalli medesimi sposi: 

Io.Anna Renzi affermo et prometto quanto di sopra, mano propria. Io Roberto Sabbatini affermo et prometto quanto di sopra, mano propria. Io Stefano Sanifui presente a quanto sopra. Io Pietro Avenzini fui presente a quanto sopra. 

E qui e il fine di detto contralto 

Testes: Dominus Hieronymus Bu[rsa?] filius Ioannis Baptiste et Dominus Iacobus Bronzini quondam Domini Francisci 

17 de Dezembro de 1643


Document 1 (ASV, Archivio notarile, Atti Francesco Beatian, busta 658, ff. 163v-164'; 17 December 1643) 

Die iovis, decima septima mensis decembris 1643, in domo habitationis infrascripte Domine Anne de confinio Sancti Ioannis in Bracora. 

Havendo il Molto Illustre Signor Geronimo Lappoli ricercata la Molto Illustre Signora Anna Renzi, che si compiaccia favorire il suo teatro detto il Novissimo appresso SS. Giovanni et Paolo con la sue virtu nel recitare le opere, una, o piu, che in detto Teatro il venturo Carnovale si reciteranno, al che essa, mediante anco l'interpositione de gentil huomini essendo condescesa. Pero per vigor dei presente instrumento detta Signora Anna da una parse, et il detto Signor Lappoli dall'altra dichiarano et convengono ut infra, cioe: 

Che detta Signora Anna sia obligate, si come si oblige recitare in musica le opere una, o piu che il venturo Carnovale si reciteranno in detto Theatro Novissimo, assistendo ad ogni prove che si facesse, ancora delle opere, solo pero nel theatro, overo alla case dell'habitatione di lei Signora Anna. 

All'incontro detto Signor Geronimo promette dare a detta Signora Anna scudi venetiani d'argento effettivi numero cinquecento in questo modo, cioe scudi cento per tutto il corrente mese di decembre, altri cento cinquanta alla seconda recite, altri cento cinquanta alla mete delle recite, et alla penultima recite li restanti scudi cento, senza alcuna contradittione, ne dilatione. 

Et in cave di malatia (che Dio non voglia) di detta Signora Anna, doppo fatte parse delle recite, in questo cave detta Signora Anna non possi pretender altro, che la mete delli sudetti scudi cinquecento, ma se per qual si sia altra cause et occasione, niuna eccettuata, fosse imp edi to al Signor Lap poli il far recitare , ad o gni modo sia tenuto dark essi scudi cin quecento nel modo di sopra. 

In oltre sia tenuto detto Signor Lappoli in ogni cave dark et consignarli un palco per suo uso per tutto il Carnovale, et piu tutti li habit) che doveranno servire per le recite per detta Signora Anna a tutte spese di lui Signor Lappoli, quali habit) resting poi al Signor Lappoli sodetto, per il che tutto detto Signor Geronimo oblige se stesso con suoi bend di qualunque sorte present), et futturi. 

A maggior cautione della quale Signora Anna presente alle cose predette, et personalmente costituito l'Eccellente Signor Giosef Camis medico hebreo per se, heredi, et successor) suoi si constituisce piezo, fideiussor, et principal pagatore cosI per li scudi cinquecento, o per quella parse che si dovesse dare a detta Signora Anna come di sopra, come per ogn'altra obligatione del detto Signor Lappoli nel presente instrumento contenuta, che per cio oblige se stesso con suoi bend di qualonque sorte present), et futturi. 

Item, promette detto Signor Geronimo di dare al Molto Illustre Signor Filiberto Laurenzi scudi d'argento numero sessanta per che egli sia obligato sonare cosi nelle prove, come in tutte le opere che nel soprascritto theatro il Carnoval venturo si faranno. Item, al medesimo altri scudi vinticinque per instruire li music), prologo, et intermedii, si come detto Signor Filiberto qui presente promette essercittarsi in dette funtioni, come si conviene sopra di che etc. 

Testes: Illustrissimus Dominus Franciscus Michael filius quondam Illustrissimi Domini Antonii 

Dominus Georgius Georgi quondam Domini Antonii Romanus 

terça-feira, 4 de fevereiro de 2014

Óperas em que Anna Renzi atuou

Il Bellerofonte di Vincenzo Nolfi e Francesco Sacrati, da rappresentarsi nel Teatro Novissimo di Venetia l'anno 1642. (personagem Archimene e Venere)

Il Favorito del Principe ( Ottaviano Castelli e Filiberto Laurenzi), Roma, 1640 (personagem Lucinda)
Ercole in Lidia (M. Bisaccioni-G.Rovetta) Teatro Novissimo di Venezia , 1645 (personagens Giunone e Fillide)

La Torilda (P. Bissari-Francesco Cavalli?) Teatro Grimani in Venezia, 1648 (personagens Torilda e dobrando Villanella).

L’Argiope (G.B.Fusconi-A. Leardini) Teatro Grimani, 1649

La Torilda e Cesare Amante (D. Varotari- A.Cesti) em Genova, 1653
La Cleopatra (Dario Varotari -.A.Cesti) e Argia (A. Apolloni- M.A.Cesti), Innsbruck, 1655

Le Fortune di Rodope e Damira (A. Aureli – A. Ziani), Teatro S. Apollinare, Venezia, 1657

Deidamia: poema drammatico di Scipione Henrico (e  Filipo Laurenzi?), Teatro Novissimo, 1644 , e em Florença(1650)

L’Eupatra (G. Faustini e Andrea Ziani), Venezia, 1655

segunda-feira, 3 de fevereiro de 2014

La Finta pazza



La Finta pazza inaugurò il quarto teatro veneziano attivo all’inizio degli anni Quaranta del Seicento, il Novissimo, dalla breve ma densa e importantissima storia, costruito espressamente per «opere eroiche, solamente in musica, e non commedie» e patrocinato dai membri dell’Accademia degli Incogniti. Il successo dell’opera era stato opportunamente sollecitato e alimentato: alla realizzazione erano stati chiamati il librettista Giulio Strozzi, esperto collaboratore di Monteverdi, lo scenografo Giacomo Torelli, in seguito attivo in Francia al servizio della regina, il compositore e impresario parmense Francesco Sacrati, spesso paragonato a Monteverdi e possibile coautore dell’ Incoronazione di Poppea , e la prima ‘diva’ della storia del teatro d’opera pubblico, Anna Renzi. L’intero libretto (non solo lo ‘scenario’, cioè il riassunto) venne pubblicato, in via eccezionale, prima del debutto dello spettacolo, ulteriormente descritto in un’elaborato resoconto a stampa del genovese Maiolino Bisaccioni, Il cannocchiale per la finta pazza .
L’azione è divisa in tre parti, denominate «protesi», «epitasi» e «catastrofe», precedute da un prologo che, nel libretto veneziano, è cantato dal «Consiglio improviso» (alla prima rappresentazione fu interpretato da un castrato). Achille è nascosto, sotto le vesti di Filli, presso il re Licomede di Sciro: la madre Tetide non vuole che il figlio partecipi alla guerra di Troia e per questo cerca di contrastare Giunone e Minerva. Divenuto amante segreto della figlia di Licomede, Deidamia, con la quale ha generato un figlio, Achille viene facilmente smascherato da Ulisse e Diomede, giunti nell’isola sulle sue tracce. Straziata dal pensiero di essere abbandonata da Achille, Deidamia si finge pazza per costringerlo a rimandare la partenza e a sposarla. Nella lunga scena che termina l’azione seconda, ella sfida i presenti e li chiama in battaglia, finge di essere Elena di Troia, istiga il coro a cantare (e Diomede commenta con gli spettatori: «Il diletto è qui tutto/ al canzonar rivolto:/ d’un secolo cantante/ è forza secondare/ il lieto humor peccante»), finge di affogare, parodizza un lamento e chiama tutti i pazzi a danzare.
L’opera inaugura la lunga fortuna di travestimenti e scambi di identità sessuale sui palcoscenici veneziani del Seicento. L’eroe Achille è presentato sotto le vesti di un’ancella e l’ambiguità era tanto più riuscita in quanto il suo primo interprete, a detta di Maiolino Bisaccioni, era «un giovanetto castrato venuto da Roma (...) di vago aspetto sì che sembrava un’Amazzone, ch’avesse misti i spirti guerrieri con le delicatezze femminili». Al rude Achille del libretto di Giulio Strozzi lo scambio di identità non va molto a genio, quando confessa (II,2): «io per me non vedea l’ora/ di tornar maschio guerriero». Egli però riconosce subito dopo, senza scandalizzarsi troppo, che altri non la penserebbero così e «resterian femmine ogn’ora», in quanto è pur sempre una cosa «dolce» il «cambio di Natura»: «quanti invidiano il mio stato/ per far l’uomo e la donzella?». Lo prenderà alla lettera, poco tempo dopo, il personaggio transgender Ermafrodito ne Gli amori di Giasone e Isifile di Marco Marazzoli (Venezia 1642), che canta: «M’addoppiasti il diletto/ Natura e ti ringrazio/ Passando di Donzella in pargoletto/ mi rinovo il piacer quando son sazio,/ e fo con doppio spasso/ in Musica d’Amor soprano e basso». (Molto meno imbarazzato dal fatto di indossare la gonna sarà il protagonista dell’ Achille in Sciro di Metastasio, che si spingerà addirittura a sedurre il proprio rivale alternando timidezza e scontrosità, e prendendoci gusto: un po’ come la strepitosa Dafne-Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo di Billy Wilder.) La finta pazza non è solo importante per il suo disinvolto ‘transgenderismo’, ma anche perché contiene la prima scena di pazzia pervenutaci in un melodramma. Preceduta dalla mai rappresentata Finta pazza Licori di Monteverdi, sempre su libretto di Giulio Strozzi, la follia di Deidamia costituiva il pezzo forte dello spettacolo e proverbiale rimase la bravura della star Anna Renzi, per la quale la parte fu creata. Negli sproloqui surreali di Deidamia, esemplati sulle scene di pazzia delle commedie dell’arte, il cambiamento improvviso di affetti e situazioni immaginate, e l’accozzaglia apparentemente disordinata che ne deriva, riflettono tutti i luoghi tipici del melodramma veneziano, celebrato come nuova fonte di divertimento. Continuamente l’illusione scenica si spezza e, come avviene di frequente in altri passi del libretto, il personaggio cita direttamente la realtà-finzione dello spettacolo di cui è attore: «Che melodie son queste?/ Ditemi? Chenovissimi teatri,/ che numerose scene/ s’apparecchiano in Sciro?», chiede stupita Deidamia (III,2). Francesco Sacrati è abile nel rendere le diverse sfumature del recitativo, piegato a esigenze drammatiche e a effusioni melodiche spesso organizzate in numeri chiusi. Nella scena di pazzia, arpeggi e ritmi marziali ossessivi conducono all’imitazione delle parole bellicose pronunciate dalla protagonista; il recitativo si interrompe due volte, prima per un breve arioso e poi per l’aria-lamento nei pressi del finale, su versi sdruccioli (come d’obbligo, dato il macabro contenuto); altre puntigliose imitazioni delle parole del testo sono ottenute con sbalzi di tessitura: nella traduzione della pazzia, il compositore segue fedelmente le prescrizioni monteverdiane contenute in una celebre lettera (7 maggio 1627) riguardante la Finta pazza Licori .
La Finta pazza può essere considerata come l’opera più rappresentativa della prima fase del melodramma secentesco veneziano, per l’astuta consapevolezza del suo lancio commerciale e per il successo di un modello replicato poi infinite volte: addirittura se ne fece un ricalco nel titolo dellaFinta savia , primo ‘pasticcio’ operistico, che Giulio Strozzi imbastì per svariati compositori. La Finta pazza entrò stabilmente nel repertorio delle compagnie itineranti che portarono il melodramma in tutta Italia, negli anni successivi alla prima veneziana, col nome di Accademici Febiarmonici o Accademici Discordati: venne rappresentata in varie città italiane (Piacenza, Bologna, Firenze, Genova, Reggio Emilia, Torino, Milano e Napoli) e anche a Parigi (primo esempio di teatro musicale italiano ad affermarsi nella capitale francese). Nell’ottobre del 1984 Lorenzo Bianconi ha scoperto la partitura di una versione successiva al debutto veneziano (nell’archivio musicale dei principi Borromeo, all’Isola Bella); questo ha reso possibile la revisione (curata dallo stesso Bianconi e da Luciano Sgrizzi) e la ripresa in epoca moderna, al Teatro La Fenice di Venezia nel luglio 1987 (con Marina Bolgan, Jeffrey Gall e Carlo Gaifa, direttore Alan Curtis, regia di Marise Flach), in un allestimento basato sulle scene ideate nel 1645 da Giacomo Torelli per la rappresentazione di Parigi.

La scheda:

Titolo originale: Finta pazza, La

Tipo: Dramma per musica in un prologo e tre azioni
Soggetto: libretto di Giulio Strozzi
Prima: Venezia, Teatro Novissimo, 14 gennaio (?) 1641
Cast: la Fama (S), l’Aurora (S), Ulisse (A), Diomede (T), Giunone (S), Minerva (S), Tetide (T), Achille (A), Deidamia (S), la Vittoria (S), Giove (B), Licomede (B), Eunuco (T), Vulcano (B), la nutrice (T), una donzella (S), il capitano della guardia (B); isolan
Autore: Francesco Sacrati (1605-1650) 

sábado, 20 de julho de 2013


“Desde que a orientação preponderantemente retórica da música barroca evoluiu a partir das preocupações renascentistas quanto ao impacto dos estilos musicais sobre o significado e inteligibilidade das palavras, praticamente todos os elementos da música que podem ser considerados tipicamente barrocos, seja na música italiana, alemã, francesa ou inglesa; estão ligados direta ou indiretamente a conceitos retóricos” (BUELOW, 1980, p.793).

Referências Bibliográficas


GLIXON, Beth L. “Private Lives of Public Women: Prima Donnas in Mid-Seventeenth-Century Venice” Music and Letters 76 (1995)
GLIXON, Beth L. and Jonathan. Inventing the Business of opera: The Impresario and His World in Seventeenth - Century Venice. Oxford University Press, USA (December 1, 2005)
KERMAN, Joseph. Musicologia. São Paulo: Martins Fontes, 1987.
SARTORI, Claudio. “La prima diva della lirica italiana: Anna Renzi.”Nuova rivista musicale italiana 2 (1968)
ROSAND, Ellen. “Opera in Seventeenth-Century Venice: The Creation of a Genre. Berkeley: University of California Press, 1991.
EMERSON, Isabelle P.  Five centuries of women singers. Westport, Conn. : Praeger, 2005.
Il Cannochiale per La Finta Pazza, Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, DRAMMA 908.9.
ARISTÓTELES. Arte poética. Tradução, comentários e índices analítico e onomástico de Eudoro de Souza. São Paulo: Nova Cultural 1991 (Os Pensadores vol 2).
TERMINI, Olga. The Role of Diction and Gesture in Italian Baroque Opera. Performance Practice Review, Vol. 6 [1993], No. 2, Art. 7. Berkeley Electronic Press, 1993.
SCARINCI, Silvana e RONAI, Laura. “Em busca de significados perdidos: convenções da ópera veneziana do Seiscentos” Música em Perspectiva, Vol. 4, No 1 (2011)
INGEGNERI, Angelo. Della poesia rappresentativa & del modo di rappresentare le favole sceniche: discorso. In Ferrara: Baldini, 1598
GUALANDRI, Francesca. Affetti, Passioni, Vizi e Virtu. La retorica del gesto nel teatro del ‘600. Peri, Milano, 2001. 

A CONSULTAR

Argomento e Scenario per La Finta Pazza,1641, Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, DRAMMA 908.7.
STROZZI, GiulioLe Glorie della Signora Anna Renzi RomanaVenice, 1644, Surian.

Poética de Aristóteles